Erba felice. Mare sempre di fortuna.
Incontrarvi seduti sopra quel treno
tutti e quattro avevate vent'anni in meno
come in fondo ad un buco
che dà nel tempo;
e cercare incollando paura e amore
una scusa qualunque per non parlare:
se mi guardano in faccia
che gli racconto?
Tu eri bella e parlavi coi tuoi bambini
disegnavi sorrisi sui finestrini,
lui segnava i cavalli da giocare
e passò qualcosa di lieve,
come sole in mezzo alla neve
ed avrei voluto dirvi: "Sono io".
Dirti: "Guardali bene, che cambieranno,
com'è giusto domani ti lasceranno".
Dire al piccolo: "Finch´ puoi
stiamo insieme".
Dire all'uomo che fuma senza parlaare:
"Fuma piano, ti prego" e poi capire
che il futuro è già stato
e non può cambiare.
E che il tempo mi passa e mi passa sopra,
e tu entravi dicendo: "Vuoi che ti copra,
Ninni, è tradi, fa freddo, stai già dormendo?"
Ninni, Ninni, Ninni...
Ninni è stanco, Ninni ha guardato
Ninni ha pianto, Ninni ha perduto
Ninni ha amato tanto da non amare più.
Quante volte ho pensato di rinunciare
e lasciargliela lì come fosse un gioco
questa vita che è niente
ma non è poco,
quanti mezzi sorrisi ai miei ritorni,
quante corse da scemo sui treni fermi
quanti che chiamo
e non si san più voltaare.
Tu sei bella e mi guardi senza parlarmi,
non ti sei neanche accorta di assomigliarmi,
e non sai quanta voglia avrei di dirti
che tuo figlio non è cambiato,
era solo ma si è aspettato,
ed è sempre come lo
Te vogio ben comó la vela al vento
che trema de passier cô la va a riva,
e cô i la mola zo, la fa un lamento
che la par viva
Te vogio ben comó la colma al lìo
che tanti basi ‘i dà, là su la spiasa;
che note e dì, de dopo che xe Dio,
sempre i se basa
Te vogio ben, comó la luna e ’l sol
al golfo nostro, imenso, cussì fondo;
te vogio ‘l ben, che ‘l Padre eterno ‘l vol
a duto ‘l mondo.
segnalo la nuova opera di Augusto Illuminati
Terra e mare - sono entrambi spazi del comune e della potenza dispiegata che crea la legge e non le è a priori assoggettata. Libera terra goethiana, luce interiore e magico vermeeriano risalto delle figure, praterie, cavalli scalpitanti, bande transumanti di una democrazia primitiva, aggregati ibridi di una democrazia avanzata, avventuroso esodo filosofico, respiro dell'oceano [...]
A. Illuminati, Spinoza atlantico, edizioni Ghibli, Milano, 2009, p.26
Radiodervish - amara terra mia
Wahid Efendi - Con il nastro rosa
PROTESTE IN MOLDAVIA: IMMAGINI
Nato in Italia Amir scritto sulla sabbia prendi il mio nome e lo traduci principe d'Arabia una voce che strilla da Roma fino a Taba in questa societa' fredda cerco aria piu' calda figlio dell'amore e del cuore di due persone un mix di sangue culture razze e religione so' qui come portavoce scendo in missione contro la disperazione che affligge troppe persone seconda generazione guardo mio figlio e' la terza e te provi a sfiorarlo te salta la testa se non lo capisci che hai trovato la ricchezza noi pietre preziose in mezzo a tutta sta monnezza scrivo con la fame di chi non si rassegna prendo il vostro odio e lo trasformo in questa penna s.o.s. bilancio negativo se me chiamano straniero nel posto dove vivo.
(ritornello)
s.o.s bilancio negativo se me chiamano straniero nel posto dove vivo s.o.s.pronto all'esecuzione se me chiamano straniero nella mia nazione s.o.s. bilancio negativo se me chiamano straniero mi giro e gli sorrido s.os. pronto all'esecuzione se me fanno senti' uno straniero nella mia nazione
Straniero nella mia nazione di Amir Issa
UN FILM DA VEDERE: VERSO L'EDEN
Slavenka Drakulic, Ismail Kadaré, Aleksandar Hemon, Biljana Srbljanovic e altri:
"L'altro accanto a noi", Mondadori, 2009
Antologia di racconti, memorie e brevi saggi, pubblicata contemporaneamente in cinque paesi per offrire uno spaccato fedele di cosa significa la vita quotidiana vita nei Balcani, dalla fine dello Stato iugoslavo in poi.
Nessun uomo estraneo era mai entrato nella mia camera da letto. Non avevo mai tradito Omer, neanche con il pensiero. E ora, tutto questo abbandono? Un cedimento totale. Ascoltavo il mio respiro; faticavo a riprendermi. La testa mi girava come se fossi scesa da una grande giostra e quando tocchi terra, a fatica ti reggi in piedi e tutto quello che ti sta intorno continua a girare ininterrottamente. Ma c'era un chiodo fisso che mi angustiava, era ancorato lì come una barca pronta per il suo ultimo viaggio verso il disarmo. Volevo accertarmi se la mia pazza infatuazione era corrisposta. (...) Non pensavo ai miei figli, alla nostra guerra, pensavo solo a lui. (...) Una cosa che ricordo bene è che non sentivo nessuna colpa...Nessuna.(...) Mi morsi il labbro inferiore, quasi per punizione per il pensiero felice che mi ero permessa in quei tempi.
Sarah Zuhra Lukanic, Le lezioni di Selma
editore Libribianchi, Milano, 2007, pp. 73-74
BBarraBarra hozd wel boghd ou zawara
barra barra fezd wel l'hozd ma b'qa amene
barra barra l'alach we ness menhoussine
barra barra la horma dolm wet ouboudia
barra barra nechfou l'widane helkou b'houratte
barra barra noujoum t'fate derguete chems
barra barra ma b'qa kheir la saada wala z'har
barra barra ma b'kate sadjra sektou la t'iour
barra barra ma bka lil ka n'har ghir dalma
barra barra jahanama ma b'ka zine
barra barra k'tar z'mane ma b'kate horma .....
tratto da Barra Barra di Rachid Taha
Trad. inglese
Out! Out! (Barra Barra)
Sadness, hate and the reign of arbitrary
bb
Destruction, jealousy ; there is no trust left
bb
Thirst and people are unlucky
bb
No honour, but oppression and slavery
bb
Rivers were dried up and seas have ruined everything
bb
Stars are switched off and the sun went down
bb
There are no trees left and the birds stopped singing
bb
There are neither days, nor nights left, darkness only
bb
Hell ; there is no beauty left
bb
(solo of mandolute and ululation)
Rachid Taha,Faudel,Khaled..Abdel kader
the time of the gypsies - punk opera
a maggio uscirà il mio libro!!!
linodigianni in Te vogio ben di Biag...
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